Di Domenicantonio Galatà, biologo
Il 10 dicembre 2025 la Cucina Italiana è stata ufficialmente riconosciuta Patrimonio Immateriale dell’Umanità. Ho avuto l’onore di partecipare alla serata celebrativa presso l’Auditorium Parco della Musica di Roma in rappresentanza della nostra categoria, i biologi, portando con me il valore scientifico e culturale del lavoro che ogni giorno svolgiamo nella filiera del cibo. Un momento simbolico e profondamente significativo, non solo per la gastronomia, ma per il sistema Paese.
Questo riconoscimento non riguarda una singola ricetta o un repertorio di piatti, ma l’intero ecosistema culturale che rende la cucina italiana unica al mondo. Perché se un tempo la nostra identità gastronomica veniva raccontata soprattutto attraverso i ricettari, oggi la cucina si comprende davvero solo entrando nel suo laboratorio. Non basta elencare ingredienti o descriverne i passaggi: la cucina richiede di capire ciò che accade mentre si cuoce, le trasformazioni chimiche, fisiche e biologiche che definiscono un sapore, una consistenza e il valore nutrizionale. La formazione sta cambiando radicalmente, intanto perché vede protagonisti i biologi impegnati nelle scuole, nelle università, negli istituti alberghieri, negli eventi di settore. Si spiegano processi, reazioni, temperature critiche, cinetiche enzimatiche e aspetti nutrizionali. Si impara che cucinare significa governare fenomeni scientifici oltre che culturali. E che la consapevolezza è il primo ingrediente immateriale.