La Calabria – e le sue Aree Interne, ormai da decenni, si trovano ad affrontare grandi criticità, tipiche delle regioni ultra-periferiche; in quanto maggiormente esposte ai fenomeni dello spopolamento, dell’invecchiamento della popolazione e della carenza di infrastrutture e servizi.
Per affrontare queste problematiche è, però, ormai fondamentale, adottare interventi mirati e strategie integrate che siano in grado di contrastarli realmente, ricordando che le regioni in Italia non sono tutte uguali, così come i loro Paesi e Borghi. Le risposte, pertanto, devono essere costruite su misura, a partire da ciò che veramente in ogni contesto serve davvero. Le strategie per essere ben calibrate devono puntare sulle specificità di ciascun territorio e orientate al benessere delle persone; devono essere sviluppate in linea con i principi di sussidiarietà, partenariato e governance multilivello e, il Piano Strategico Nazionale per le Aree Interne (PSNAI), ad esempio, ben ci indirizza in tal senso.
In primis, è fondamentale investire nei servizi pubblici, come sanità, istruzione e trasporti, incentivando soluzioni condivise e intelligenti, come l’e-learning, in quanto, solo attraverso un accesso ai servizi essenziali di qualità, sarà possibile contrastare lo spopolamento e attrarre nuove famiglie e professionisti. In secondo luogo, è necessario colmare il divario digitale, sviluppando le infrastrutture e le reti Internet ad alta velocità e 5G che, contribuiranno anche a migliorare la competitività regionale. Questo approccio, peralto, offrirà nuove opportunità e incoraggerà il ritorno dei giovani nelle zone rurali e periferiche. In terzo luogo, devono essere sostenute le economie locali, promuovendo soprattutto l’innovazione. Insomma, serve garantire il “diritto di restare“, il quale implica la creazione di posti di lavoro e incentiva l’imprenditorialità in tali aree. Agricoltura sostenibile ed economia circolare contribuiranno a costruire ecosistemi economici resilienti, in grado di favorire una crescita a lungo termine. Investire in energie rinnovabili, trasporti sostenibili e tutela ambientale, infatti, migliorerà le condizioni di vita e creerà posti di lavoro “verdi”, nonché opportunità di sviluppo locale.
Come? Da Policy-Maker e Urbanista, non posso che propendere per un approccio “tailor-made” e “place-based”, al fine di adattare le politiche alle specifiche esigenze della regione Calabria. Bisogna promuovere partenariati pubblici con i privati, per meglio calibrare gli investimenti e, infine, una possibile risposta alla sfida demografica, può pervenire da una maggiore cooperazione tra le aree urbane e quelle interne calabresi, evitando le politiche settoriali di tipo tradizionale. Laddove, le misure da adottare includono sempre una pianificazione territoriale più sostenibile, investimenti in servizi migliori e una gestione condivisa delle risorse naturali per favorire sì la crescita, ma anche la resilienza delle aree interne.
A cura di Grazia Gioè, Urbanista e Policy Maker, Direttore ONIT (Osservatorio Nazionale Identita’ Territoriali di Accademia delle Imprese Europea – Esperto Senior nel Laboratorio Economico Territoriale, Politiche del Lavoro, Inclusione Sociale e Sviluppo Locale della Regione Calabria
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