SuperMario e SuperSergio. Un governo degno di tanto ‘appeal’ internazionale

di Maurizio De Caro

L’obiettivo è alzare l’asticella del talento e della competenza ad un livello decente anche in politica

Conosce più premi Nobel del Presidente dell’Accademia di Stoccolma, non ha mai sbagliato un passaggio fin dai tempi del Liceo dai Gesuiti, attraversa le epoche e ogni era politica con una levità imbarazzante.
Non cammina, attraversa lo spazio per manifestarsi esattamente nel posto giusto in cui deve stare: è Mario Draghi, l’uomo che non deve chiedere mai.

Molto British, con la grisaglia d’ordinanza un poco strattonata dalle troppe ore passate negli uffici, e poi quel sorriso sornione che fanno capire che ha capito quello che vuoi, ma che ci penserà lui a farti ragionare verso la soluzione.

Certo ha governato la Banca d’Italia, la BCE, è stato un giovane assistente del Ministro Goria, e si dice che conosca la politica della capitale, meglio di Bettino, ma lui non si scompone mai, neppure quando lo attaccano con i coriandoli le Femen.

Eccolo dunque quello che consigliava Obama, e qualsiasi altro potente della terra, ma sempre con l’atteggiamento che gli altri gli riconoscevano: ma come ho fatto a non pensarci prima, bravo SuperMario, che da qualche ora Super Sergio ha chiamato a sistemare il “gorgo italico”….

articolo completo: https://www.affaritaliani.it/blog/buono-brutto-cattivo/supermario-supersergio-721100.html

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