Esportare negli U.S.A.quali accorgimenti seguire?

Esportare negli U.S.A.quali accorgimenti seguire?

A cura di Antonio Paolillo*

 

Uno degli obiettivi più importanti da raggiungere per un imprenditore, e anche il più gratificante, è quello di esportare il proprio prodotto in più Paesi del mondo. Esportare non è solo un ulteriore motivo di guadagno ma significa anche essere più orgogliosi della propria azienda, della propria famiglia, in definitiva è un ulteriore ricompenso alle fatiche.

Ma esportare non è così semplice specialmente se si intende esportare verso paesi extra europei come gli U.S.A.

Le norme che disciplinano la sicurezza alimentare nell’ambito dell’igiene e della sicurezza degli alimenti sono molto diverse tra gli Stati Uniti e l’Unione Europea. L’ormai consolidato sistema H.A.C.C.P. nasce proprio in America intorno agli anni sessanta e solo dopo trent’anni viene “adottato” in Europa ma lo stesso sistema è applicato in maniera differente tra i due continenti.

In Italia esiste il Ministero della Salute mentre il suo omonimo americano è la FDA (Food and Drug Amministration che è l’agenzia preposta ai controlli in materia di sicurezza alimentare facente parte del Department of Healt and human Service.

Le Aziende estere che intendono esportare in America devono registrarsi presso la FDA, la registrazione ha una validità limitata nel tempo (due anni) e si può effettuare direttamente collegandosi al sito della Agenzia americana. Il primo passo da compiere per le Aziende Italiane che intendono esportare negli U.S. States  è quello di avvisare la FDA attraverso l’invio della prior notice, vale a dire, attraverso una notifica anticipata. E importante sapere che questa notifica deve essere inviata prima dell’arrivo della merce. Gli alimenti che necessitano della notifica anticipata  riguardano i generi alimentari quali frutta, verdura, prodotti della pesca, prodotti latteo caseari, additivi alimentari, alimenti per animali, bevande. Una volta inviata la prior notice la FDA provvede alla sua registrazione e all’arrivo della merce controlla se ciò che è stato dichiarato corrisponde al vero. In caso contrario l’alimento è soggetto al rifiuto, al blocco o addirittura alla distruzione e questo sarebbe un ulteriore costo per l’imprenditore. Fin qui si può pensare che sia abbastanza semplice, vero? Ma le cose cambiano nel momento in cui si pretende che l’alimento giunto in America sia prodotto come se fosse prodotto in territorio statunitense, in pratica l’alimento esportato deve soddisfare gli stessi requisiti degli alimenti prodotti direttamente sul territorio sia per quanto riguarda l’etichettatura (compreso il valore energetico) sia per quanto riguarda gli standard igienici di produzione.

Le norme in materia di H.A.C.C.P. sono molto più stringenti in America che nella nostra CE di fatto il nostro acronimo H.A.C.C.P. (Hazard Analysis and Critical Control Point) si trasforma in H.A.R.P.C. (Hazard Analysis and Risk-based Preventive) ed è proprio il concetto di Risk-based Preventive che mette in luce due aspetti fondamentali nel panorama della sicurezza alimentare: a) l’approccio e cioè la base (Risk-based) da cui partire per una sicurezza legata ai cibi e b) la prevenzione (Preventive). Sulla prevenzione esiste anche in Europa un analogo concetto riferito al “principio di precauzione” questi però vengono trattati ed approfonditi da sistemi di certificazione volontari quali BRC o IFS o le ISO.

In America tutta la filiera alimentare dall’approvvigionamento sino alla somministrazione e vendita implementa e segue in modo scrupoloso un Preventive Food Safety System alla base di questo sistema vi sono le GMPs e cioè tutte quelle buone pratiche, modalità operative necessarie al fine di garantire la salubrità dei prodotti alimentari ivi comprese le bevande.

Un altro problema da affrontare per poter esportare in America è rappresentato dall’etichetta del prodotto alimentare. Non vi è errore più grave, per un imprenditore, pensare di poter adattare al mercato statunitense un etichetta idonea in Europa solo traducendola perché sono diversi gli aspetti a cui ottemperare quali quelle relative al posizionamento delle informazioni, ai requisiti di leggibilità, l’elenco delle informazioni obbligatorie che differiscono da quelle europee.

Per risolvere comunque o evitare numerosi problemi è bene che l’azienda che intende esportare in America individui prima sul territorio un U.S. Agent il quale farà sicuramente da assistente e guiderà l’imprenditore verso il raggiungimento del suo obiettivo ma è bene che l’imprenditore si rivolga a un professionista qualificato qual è il Tecnologo Alimentare.

 

* Tecnologo Alimentare

Responsabile Scientifico Accademia delle Imprese Europ

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